lunedì 16 luglio 2018

UN ERRORE/ORRORE CHIAMATO MULTICULTURALISMO


Non occorre sicuramente essere dei luminari dell’incerta “scienza” sociologica per comprendere che il concetto di “multiculturalismo” è uno dei più grossolani errori concepiti dai sociologi sedicenti “progressisti”.

Ovunque nel mondo si sia cercato di creare una “società multiculturale”, risulta drammaticamente evidente il fallimento. Basti pensare agli Stati Uniti d’America, nazione formatasi dall’afflusso di masse di immigrati, arrivati da ogni parte del mondo, dove le tensioni razziali sono all’ordine del giorno. Per non parlare della Gran Bretagna o della Francia, ex paesi coloniali, dove le periferie delle grandi città sono da anni ostaggio di gruppi disgregati, uno contro l’altro armati, basati sull’odio razziale e sul rancore sociale.

Che dire poi del Sud Africa, unica nazione africana evoluta e civile, sino alla presenza del regime di apartheid, sprofondata poi nella più cieca violenza e nel più buio sottosviluppo, dopo l’avvento di Mandela, davvero inspiegabilmente eletto a icona dal miope progressismo occidentale, vittima consapevole dei propri principi universali.

A nulla valgono alcune rare eccezioni, che come noto confermano la regola, tutte limitate a casi storici, stratificatisi nel tempo e comunque già implosi o perennemente basati su di un fragile, quanto instabile, equilibrio, sempre sull’orlo di esplodere.

Il “multiculturalismo” è dunque un mito artificialmente creato dalle belle menti degli illuminati sedicenti progressisti, per celare la reale incapacità di difendere l’Occidente, culla della vera civiltà, dall’invasione di quegli stessi barbari che da sempre premono ai sui confini.

Parlare di Mediterraneo, ponte e crogiolo di culture amiche è il più clamoroso dei falsi storici che la propaganda progressista ha cercato disperatamente di accreditare. I popoli della sponda sud, e quelli dei confini ad est, sin dall’epoca dei Romani e passando per tutto il medioevo e ben più avanti, sino alla battaglia di Lepanto, hanno cercato di invadere l’Europa ed in parte c’erano pure riusciti, penetrando e stanziandosi per secoli nella penisola iberica e poi giungendo sino alle porte di Vienna.

Ora la strategia è cambiata, in qualche misterioso modo, gli stessi barbari, grazie alla complicità dei nostri leader e di grandi organizzazioni finanziarie, sono riusciti a instillare il germe della colpa che ha annichilito la capacità difensiva dell’Occidente, sino al punto da fare in modo che sia l’Occidente stesso, a favorire la propria invasione.

Proprio in questi giorni però, forse, assistiamo ai primi segni d’inversione di tendenza.

martedì 3 luglio 2018

BIMBI AFFOGATI IN TUTINA ROSSA


Le schiere sedicenti “progressiste”, dopo l’iniziale stordimento dovuto alla rapida inversione di tendenza in materia di gestione del problema migratorio, si stanno organizzando.

Risulta davvero singolare la costatazione che, l’intellighenzia radical-chic, con in testa “autorevoli” giornalisti di chiara fama, pur di cercare di costringere il governo italiano alla riapertura dei porti alle ONG non esistano a ricorrere a falsi fotomontaggi di bimbi affogati in tutina rossa.

Evidentemente l’ignobile traffico di umanità dolente, scaricata sule coste italiche, sta molto a cuore a questi nobili paladini dei diritti degli Ultimi.  

domenica 1 luglio 2018

L’ARIA E’ FINALMENTE CAMBIATA

In Italia, nel rapido volgere di un mese, è successo quello che sinceramente avevo sperso la speranza che potesse succedere.

Benché le condizioni si stessero riunendo, ed alcuni segni cominciassero a palesarsi, era davvero difficile immaginare che un nuovo governo riuscisse a concretizzarsi dal caos post elezioni e che da questo “strano” governo scaturisse la volontà di affrontare con decisione il principale problema che ha afflitto la nostra sventurata nazione durante il periodo governato dai sedicenti “progressisti”.

Nel giro di un mese, il nuovo Ministro dell’Interno, innestandosi sulla parte sana dell’ultimo periodo di lavoro del predecessore, è  riuscito ad imprimere una svolta decisiva alla suicida politica migratoria, di “accoglienza” indiscriminata, attuata durante i sette anni di governo della sinistra, che hanno fatto dell’Italia un paese insicuro, sporco, preda di mafie africane pericolosissime e di comunità islamiche che sono, a tutti gli effetti, delle comunità parallele, isolate, nelle quali vigono regole tribali risalenti al medioevo.

Nel giro di un mese, il nuovo Ministro, ha portato al centro dell’attenzione dell’Unione Europea le istanze italiane in materia di immigrazione, rifiutando decisamente di continuare ad essere il “campo profughi” di un’Europa che, comodamente stava approfittando della debolezza consenziente e interessata della precedente gestione.

Di fatto, in un mese, gli italiani di buonsenso stanno riprendendo fiducia, quella fiducia che nasce dalla costatazione che per la prima volta da innumerevoli anni, chi arriva al governo, da subito si impegna a “testa bassa” a mettere in pratica quanto dichiarato nel Programma. 

lunedì 21 agosto 2017

IL NAUFRAGIO DELLA RAGIONE


Mai come in questi ultimissimi anni è forte il senso di sbigottimento che deriva dalla costatazione del completo capovolgimento di logiche naturali, che hanno subito un continuo logorio snervante, mirato alla sistematica distruzione dei principi di base su cui è fondato l’Occidente.

È come se gli eccessi compiuti nella prima metà del secolo scorso avessero generato una sorta di inarrestabile, impetuosa smania autodistruttiva, contro la quale lottare diventa sempre più difficile.

Concetti quali, Stato, Confine, Cittadinanza, Cultura nazionale, Tradizioni, Patria, Bandiera. Nozioni basilari, nella loro assoluta semplice chiarezza, sono state destrutturate e successivamente caricate di ogni valenza negativa. Nozioni per le quali giovani di belle speranze hanno sacrificato la vita oggi sono trattate con disprezzo. Il soro significato stravolto ed infangato. La logica di base completamente capovolta.

Colui che lotta per questi concetti sistematicamente insultato ed additato al pubblico ludibrio.

Difronte a movimenti migratori epocali, di masse totalmente incapaci di controllo, animate esclusivamente da rabbioso desiderio di conquista di un livello di vita migliore, si teorizza l’abbattimento delle frontiere e l’accoglienza indiscriminata.

Pur essendo clamorosamente dimostrato dai fatti che la religione mussulmana è totalmente aliena al concetto di integrazione, si continua a sostenere la necessità di aumentare il multiculturalismo e l’integrazione. Lo slogan “creare ponti e non muri” ha fatto sì che alcune parti delle nostre città europee siano state trasformate in campi profughi militarizzati, disseminati di barriere in cemento antisfondamento. Le prove evidenti dell’inevitabile fallimento totale di questa via nonostante siano sotto gli occhi di tutti, in Francia, Inghilterra, Belgio etc, vengono volutamente ignorate e si procede come tanti lemmings verso il precipizio.

Noi occidentali, tanto amanti della “libertà”, non riusciamo a capire che l’islam ne è costituzionalmente l’assoluta negazione, per il semplice innegabile fatto che predica da 1.500 anni, con spietata efficacia, la più assoluta “sottomissione” a Dio. Solo questo basterebbe a dimostrare l’incompatibilità e quindi a mettere fuorilegge, l’islam in occidente. Ma ormai siamo vittime dei nostri stessi principi universali che ci impongono una “tolleranza”, che viene da loro sistematicamente interpretata come debolezza e che sancirà la nostra fine.

La strada è tracciata ed è chiarissima. Basta guardarsi intorno e voler vedere, rifiutando i filtri deformanti che capovolgono la realtà. Ma molti di noi, con in testa la maggior parte dei vertici delle istituzioni nazionali e sovranazionali e la complicità dei media, continuano pervicacemente a sventolare l’assurda, anacronistica, suicida, bandiera della più totale apertura a chi ambisce uccidere i nostri figli per far vivere meglio i propri.

domenica 6 agosto 2017

UNTITLED

Negli ultimi giorni, a seguito del lavoro intrapreso negli scorsi mesi da un giudice davvero meritevole, sta  emergendo la verità circa il modus operandi delle così dette ONG. Che si stanno  rivelando per quello che sono. Delle autentiche associazioni per delinquere spinte  - da interessi poco chiari, ma molto ben tangibili – a far dell’Italia un grande campo profughi invaso da clandestini alla ricerca di una vita migliore, integralmente sulle spalle degli italiani.

Questa triste realtà, che si sta delineando ogni giorno che passa, si è concretizzata e strutturata con l’attiva connivenza e complicità dei nostri vertici politico-istituzionali che, sta diventando sempre più evidente, sono di fatto colpevoli di aver fatto merce di scambio della così detta “accoglienza” con l’elasticità d’applicazione dei parametri di stabilità imposti dall’Unione Europea.

Si sa quanto la fallimentare azione di governo di Renzi sia stata centrata sulla continua e reiterata richiesta di detta “flessibilità” accordata in cambio dell’impegno ad “accogliere” e quindi mantenere in Italia la pletora di disperati clandestini, di cui solo una minima parte avrebbero i requisiti per godere del diritto di asilo.

Risultato della scelleratezza, l’Italia lasciata praticamente in balia di orde di africani affamati quanto pretenziosi, che infestano le nostre periferie quanto i centri storici, le stazioni e le zone di confine, che oltre a defecare per strada, si rendono protagonisti di una serie infinita di nefandezze, censurate dal governo, con la complicità dei media.

Situazione totalmente fuori controllo, di cui è lecito chiedersi se sia giusto che i responsabili, tutti chiaramente individuabili, non siano chiamati a rendere conto di fronte alla magistratura, del loro disastroso operato.


Quanto, il popolo italiano, dovrà ancora subire gli abusi di questa incapace e corrotta classe politica, che devasta la nazione, svendendola per i propri meschini interessi di bottega e poi, come se non bastasse, ha pure la spudoratezza di ricandidarsi alla guida del paese?

domenica 4 giugno 2017

I PEGGIORI NEMICI DELL’OCCIDENTE SONO I SUOI STESSI LEADER

Stiamo assistendo, come era facilmente prevedibile, all’intensificazione progressiva di azioni terroristiche islamiche, che evidenziano la drammatica impotenza dell’Occidente ad opporre la minima azione di contrasto.

Soliti vani attestati di condanna ed esecrazione, espressioni di solidarietà etc., etc., con i media che evitano accuratamente di stigmatizzare la matrice islamica di questi atti di barbarie, tipici di quella che ormai è sicuramente classificabile come un’ideologia di morte e di conquista, travestita da religione, che ha dichiarato guerra, in varie forme, alla cultura e al modo di vita dell’Occidente.

A nulla valgono le ipocrite dissociazioni dei leader delle comunità islamiche in Occidente chiaramente preoccupate che le azioni dei taglia gole estremisti attirino troppo l’attenzione sul disegno che l’intellighenzia islamica, sedicente moderata, è impegnata scientificamente ad attuare da anni, con metodica e strategia. Basta che si riproducano con la geometrica progressione che li contraddistingue e nel giro di una o due generazioni, l’islamizzazione sarà compiuta.

Ormai è evidente che la strategia spontanea dell’islam internazionale è passata alla fase 2. Attaccare con ogni mezzo l’Occidente, alfine di alterarne il sistema di vita anche indirettamente, e modificarne la vita democratica, per loro inconcepibile, basti pensare a quello che è successo a Torino, per preparare l’odiato uomo occidentale alla vita di paura tipica delle società islamiche.

La cosa che indigna è l’incapacità di reagire efficacemente da parte dei vertici istituzionali europei, con particolare riferimento a quelli italiani, che invece di alzare le difese, ricorrendo a quei provvedimenti drastici, che da tempo sarebbe stato necessario applicare inflessibilmente, continuano pervicacemente a farneticare di accoglienza ed integrazione, mettendo a repentaglio in modo irreparabile il futuro delle nostre generazioni.


Il disegno dell’islam mondiale ha trionfato da tempo, quando è riuscito ad ottenere la succube complicità dei leader occidentali che invece di contrastarlo ne sono lo strumento più affidabile e prezioso. Ergo il peggiore nemico letale dell’Occidente non è l’ISIS, ma sono gli stessi leader occidentali che evitano accuratamente di contrastare il disegno di conquista che l’islam sta efficacemente attuando da anni.

venerdì 2 giugno 2017

LA FIERA DELL’ASSURDO

Siamo quotidianamente esposti al martellamento implacabile dei media, che con la collaborazione dei nostri leader politici, sino ai più elevati vertici istituzionali, sono impegnati a rovesciare letteralmente la realtà.

Siccome è oggettivamente inconcepibile si possa ragionevolmente considerare che la soluzione al problema, del drammatico sottosviluppo dell’Africa e di certe zone del Medioriente, sia trasferirne la popolazione in Italia, appare del tutto evidente, almeno a chi rifiuta di mettere il cervello all’ammasso, che l’intellighenzia, sedicente “progressista”, da tempo consideri preferibile celare il rischio mortale per la nostra cultura e per il nostro sistema di vita, rappresentato dalla forzata incorporazione di genti che sono e saranno sempre, assolutamente incompatibili con la nostra cultura e il nostro sistema di vita. Esponendo a rischi fatali i nostri figli e compromettendo in modo irreparabile il futuro delle nostre generazioni.

Presa l’insana decisione, i nostri vertici istituzionali, invece di impegnarsi prioritariamente nell’organizzazione, da una parte della difesa dall’invasione e d’altra parte nell’organizzazione di una seria azione di miglioramento delle condizioni di vita negli sventurati paesi origine dell’esodo, si impegnano costantemente nell’impresa assurda di convincere gli italiani che l’accoglienza incondizionata sia l’unico provvedimento possibile. Bruciando in questa sventurata impresa enormi cifre di denaro, che nei fatti alimentano il malaffare, mentre potrebbero ben più proficuamente essere impiegate per aiutare fattivamente quei paesi sottraendo davvero i disperati al rischio di morte per i maltrattamenti subiti, senza tenere conto degli annegamenti nel Mediterraneo.

Da notare che il tutto avviene tra la sostanziale indifferenza dei nostri partner europei che per mettersi a posto la coscienza ipocritamente mettono a disposizione le loro navi per i “soccorsi”, ci scaricano a migliaia i clandestini sulle nostre coste e poi si guardano bene, comprensibilmente, dall’accettarne la quota di accoglienza nei loro paesi. Ben sapendo che questo li destabilizzerebbe ulteriormente.

I nostri vertici istituzionali quindi, con la complicità interessata dei media, come si diceva, distorcono la realtà farneticando sul vantaggio apportato all’Italia da queste “preziose risorse”, solo rimedio in grado di invertire la tendenza all’invecchiamento della popolazione. Giungendo sino al punto di affermare paradossalmente che questa massa di disperati, senza arte ne parte, saranno coloro i quali ci pagheranno le pensioni, mentre nei fatti essi appesantiscono in modo insostenibile il nostro traballante sistema di welfare, passando davanti, in ogni graduatoria, ai nostri concittadini bisognosi di assistenza che risultano abbandonati a loro stessi.

Per rimediare a questo grave paradosso, che evidentemente risulta anche a loro un po’ troppo stridente, cercano di far approvare una legge sciagurata, detta “ius soli”, per concedere facilmente la cittadinanza, in modo che il “diritto” all’assistenza diventi pieno ed innegabile anche dal punto di vista logico. Contrabbandando questo ennesimo assurdo provvedimento come un passo avanti nella lotta secolare per assicurare maggiori diritti alle persone, come è accaduto nel caso delle “unioni civili” che hanno reso legale quanto di più innaturale esista, cioè l’unione di due omossessuali.

Questo è quanto si definisce progressismo, in questo sventurato periodo storico.

domenica 28 maggio 2017

CONSIDERAZIONI ALLARMATE SULL’INVASIONE INARRESTABILE

Anche se sembra incredibile l’attitudine dei nostri leader politici, compresi i più alti vertici istituzionali, ad incoraggiare ed appoggiare l’invasione di clandestini sta continuando se possibile ad aumentare.

Siamo chiaramente difronte alla peggiore delle emergenze che possano colpire una nazione sviluppata, quella di essere invasa da una massa crescente di disperati affamati, senza arte né parte, caratterizzati da usi, costumi, e credenze religiose, assolutamente incompatibili con la nostra civiltà. Questa non è una semplice opinione, è una realtà dimostrata quotidianamente dai fatti.

Ora, in una situazione del genere, il minimo che ci si possa attendere da persone investite di responsabilità, e dotate di semplice buonsenso, che abbiano a cuore il medio benessere della comunità che amministrano, è che si mettano in atto prioritariamente delle azioni di tutela e di difesa dall’arrivo incontrollato di masse di persone in cerca di un benessere che non hanno a casa loro perché in sostanza sono atavicamente incapaci di organizzare un sistema, dotato di quel minimo di efficienza necessario per autosostenersi, una volta raggiunta la tanto agognata autodeterminazione.

Il fatto di ritenere che l’unica soluzione sia incoraggiare e sostenere l’accoglienza, affermando che l’arrivo di questi individui, nei fatti assolutamente incompatibili, sia da considerarsi una risorsa, è assolutamente privo di senso, oltre che pericolosissimo, in quanto espone la parte più debole e meno preparata, della nostra pubblica opinione ad una immedesimazione che ne indebolisce la percezione reale del rischio mortale. Basti pensare al continuo bombardamento di servizi giornalistici che rovesciano tendenziosamente la narrazione, trasformando, l’arrivo di migliaia di giovani energumeni, di oltre 90 kili, nel soccorso fornito a donne incinte e bambini.

Quello che dovrebbe allarmare la persona di buonsenso è proprio il rovesciamento della realtà. Questo è un parametro indicativo della follia collettiva suscitata e coltivata ad arte per altri fini. Basti pensare alle unità della Marina Militare, corpo nato per difendere i confini marittimi dello Stato, piegate con vergognoso orgoglio alla funzione di traghetto, quindi a veicolo dell’invasione costante della marea crescente di persone che nulla hanno e mai avranno in comune con noi.

Non posso assistere a questa inarrestabile e crescente ondata di follia, alimentata dall’atteggiamento assurdo dei nostri leader, senza sentire l’esigenza di stigmatizzarne il comportamento insensato, che avrà conseguenze drammatiche ed incancellabili, sulla nostra cultura e sul nostro sistema di vita. Che ne risulterà irrimediabilmente stravolto.

E’ necessario che cresca rapidamente nella gente la consapevolezza del pericolo e che la ribellione a questa follia sorga spontanea e rabbiosa, obbligando gli irresponsabili vertici istituzionali a correre ai ripari. 

giovedì 26 gennaio 2017

UNTITLED

Il mondo è in fibrillazione. L'elezione di Trump e il successivo, recente, insediamento sta sconvolgendo la prospettiva del "mondo progressista". Sin dalle prime battute infatti appare evidente che l'energico nuovo presidente non è incline ai compromessi politically correct, tipici del modo di amministrare dei "progressisti".


domenica 18 dicembre 2016

END OF 2017

Anche di quest'anno si sta avviando la fine.
Per me si tratta di un periodo di transizione, Nel 2017 approderò in una nuova realtà, tutta da vivere.

Tutto intorno un caos infernale.
  • L'immigrazione totalmente fiori controllo con le Onlus solidali che d'accordo coi trafficanti, continuano a favoreggiare l'invasione incontrollata di clandestini senza che le istituzioni preposte facciano nulla per incriminare i responsabili. Le conseguenze di questa follia segneranno le future generazioni ma tutto si svolge tra l''indifferenza e la complicità interessata delle istituzioni.
  • La politica italiana impazzita dopo un referendum che ha bocciato nettamente una linea politica senza che questo abbia prodotto altro che il quarto governo non eletto.
  • Trump in attesa di insediarsi.

Nel 2017 ne vedremo delle belle.

Buon anno a tutti. 

domenica 13 novembre 2016

IL CROLLO DEL TABU’ DEL “POLITICALLY CORRECT”


Sono trascorsi appena tre giorni dal clamoroso trionfo elettorale di Donald Trump. Naturalmente è troppo presto per comprendere quali saranno realmente i suoi provvedimenti, che dovranno certamente tener conto della realtà del paese, però una cosa è già chiara, si tratta di un avvenimento epocale, come lo fu la presidenza Reagan, o il premierato Thatcher in Gran Bretagna. Una svolta dopo una lunga deriva, capace di riportare il mondo sulla corretta via, guidata dall’intento di rifare grande l’America. O forse per meglio dire di quella parte di America, che si è rivelata maggioritaria, basata su valori che negli ultimi anni sono stati capovolti.

Il primo inequivocabile segno del cambiamento è il crollo di schianto del grande tabù del nostro tempo, il “politically correct”. Crollo annunciato che si è istantaneamente concretizzato all’annuncio dell’avvenuta elezione. E’ forse questo il più evidente segno del fatto che si è attivato un processo capace di affrancare l’Occidente dal colossale complesso di colpa, instillato da quella dottrina. L’assurdo complesso di colpa che ha indebolito l’immagine che l’Occidente ha di sé, fiaccandone l’orgoglio sino a condurlo alle soglie dell’autodistruzione.

E’ ancora difficile capire se il futuro che ci attende sarà migliore o peggiore, del recente passato, però una cosa è sicura, sarà sostanzialmente diverso e se riuscirà a ridare a l’Occidente la coscienza del suo ruolo nel mondo, sarà senz’altro migliore.

giovedì 10 novembre 2016

POPULISMO “DEMOCRATICO” (VANEGGIAMENTI POST ELECTION TRUMP)


Questa mattina, durante la visita di alcuni siti appartenenti a noti quotidiani nazionali, mi sono imbattuto nell’articolo di un certo Samuele Mazzolini, sedicente “analista politico”, che commenta la “sconvolgente” elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America.
 
In questo articolo il signor Mazzolini, sull’onda della campagna di demonizzazione montata ad arte dalla sua parte ideologica, il così detto “progressismo”, del quale evidentemente ha sposato appieno la causa - cerca di spiegare, snocciolando una serie di giudizi che vanno ben oltre il limite dell’invettiva e dell’insulto - le ragioni dello “sconvolgente” avvenimento.
L’articolo si addentra in una fumosa analisi di varie cause tra le quali lo scontento della “working class” per la globalizzazione e il ruolo delle grandi banche, sino a giungere all’inadeguatezza della scelta del candidato, operata dallo schieramento “progressista”, che, concretizzandosi nella figura di Hillary Clinton, percepita come appartenete all’establishment screditato, ne ha prevedibilmente decretato la sconfitta.
Per quanto obiettivamente si potrebbe discutere sull’asserita “prevedibilità”, visto che sino all’ultimo istante precedente inizio dell’afflusso dei primi dati di spoglio, la Clinton veniva accreditata dai media di una cospicua maggioranza di consensi, sulla scorta degli ultimi sondaggi d’opinione.
Ma tornando all’articolo, in esso risulta ovviamente quale principale responsabile dell’elezione del turpe personaggio, il “populismo di destra” e si conclude che :
 
Solo l’organizzazione di un progetto populista progressista, capace di rivendicare gli stessi malumori ma di declinarli in termini di maggior democrazia, potrà creare una nuova identità che mandi in soffitta l’autoritarismo di destra e faccia davvero i conti con i potentati economici.
 
 
Da quanto sopra si deduce che, a breve, cominceremo ad abituarci ad un “populismo democratico”, o “populismo buono” contrapposto al tanto vituperato “populismo” tout court, sostantivo maschile che viene abitualmente scagliato con disprezzo in faccia ai biechi reazionari e che sulla base di tale alchimia ideologica il mondo probabilmente tornerà rapidamente ad essere un idilliaco giardino dell’eden dove ogni donna ed ogni uomo, indipendentemente dal colore della pelle, dalla religione, del genere, dal censo e dalla cultura, potranno vivere in pace ed armonia nel pieno riconoscimento dei diritti.
 
 
 
 
 
 
 
 

mercoledì 9 novembre 2016

UNA NUOVA ALBA TRAGICA PER L'INTELLIGHENZIA PROGRESSISTA


Contro ogni aspettativa sembra proprio che l’imbarazzante zazzera bionda di Donald Trump sarà a capo dell’America, almeno per i prossimi quattro anni.

Questo con grande “scorno” della così detta “intellighenzia progressista” che specie negli ultimi giorni ha fatto di tutto per dipingere Trump con le tinte più fosche possibile. Epiteti quali “populista”, “razzista”, “fascista”, che campeggiavano sulle prime pagine dei giornali e dei siti web d’informazione, sono solo gli aggettivi più dolci di cui è stato fatto bersaglio l’indomito Trump. L’ipotesi di una sua elezione, paventata come il peggiore degli incubi.

La vittoria della Clinton, eletta paladina del “popolo progressista” nella lotta contro il bieco fascista, ieri sera era data per scontata.

Questa mattina, al risveglio, lo sgomento dipinto sulle facce di inviati e commentatori televisivi, mi hanno fatto capire che si trattava di un’altra “alba tragica”, come il “day after” del voto sulla Brexit.

In mezzo a tutta la spazzatura mediatica “progressista” da cui siamo stati bombardati questi giorni, ho selezionato un articolo, di un certo Stefano Vaccara, dal titolo : “Un voto a Hillary per scacciare il neofascista Trump, apparso ieri sul sito “La voce di Ney York”:
http://www.lavocedinewyork.com/news/politica/2016/11/07/un-voto-per-hillary-per-scacciare-il-fascista-trump/    e posso dire con certezza che è merito di simili campioni della stampa libera se il parruccone biondo di Trump sventolerà sulla Casa Bianca, almeno per il prossimi quattro anni.

Ma soprattutto “don’t worry” ragazzi, il caro Donald non sarà poi quel diavolo cornuto che avete cercato invano di dipingere con tutte le vostre forze.

domenica 30 ottobre 2016

sabato 29 ottobre 2016

UNTITLED

Sulla soglia di un'altra svolta importante, mi tocca assistere, con preoccupazione, alla costante invasione del nostro spazio vitale, da parte di popolazioni assolutamente aliene al nostro mondo. Quel che è peggio è che l'invasione sia favorita da leader incapaci di difendere i confini nazionali. Il fatto poi che siano giunti sino all'assurdo di utilizzare la Marina Militare alla stregua di traghetto per favorire l'invasione, testimonia di un vertiginoso quanto incomprensibile capovolgimento di prospettiva della visione del mondo. Di quello che è giusto e di quello che è sbagliato.

Il risultato nel medio termine, di questa insana ondata di follia, sarà l'irrimediabile stravolgimento dell'identità italica e la lenta ma inarrestabile islamizzazione, programmata a tavolino e condotta scientificamente, da parte di una religione di conquista, totalitaria e fanatica, che nei secoli passati ha tentato varie volte di conquistare l'Europa, finendo sempre per esserne respinta o scacciata.
 
Nelle precedenti fasi della Storia, però, l'Europa aveva in sé la naturale capacità di difendersi dall'invasione. Era sorretta dallo spirito vitale dall'istinto primigenio della conservazione della propria identità. Oggi purtroppo invece l'Europa e il mondo occidentale tutto, sono schiavi di quei valori universali di uguaglianza e tolleranza che, una volta affermatisi, rendono totalmente indifesa la civiltà difronte all'invasione della barbarie.

lunedì 19 settembre 2016

UNTITLED

Oggi ho sentito con le mie orecchie un portavoce di Medici senza Frontiere affermare che è vergognoso che non si sia ancora organizzata la raccolta di quelli che lui definisce "profughi" con traghetti e aerei.
 
Inoltre appare evidente che, negli Stati Uniti d'America, stanno censurando le notizie sui media riguardanti la matrice islamica delle bombe disseminate in questi giorni, al solo fine di non favorire l'elezione di Trump.
 
Mi sembra ormai evidente che l'Occidente è talmente infiltrato dal nemico da non aver più speranza di reazione.

domenica 28 agosto 2016

SULL’IMPREVEDIBILITA’ DEI TERREMOTI


Da alcuni giorni i notiziari di tutte le reti dedicano il novanta per cento del tempo a loro assegnato dal palinsesto a descrivere la devastazione, del recente sisma, nell’Italia centrale. È davvero impressionante vedere quei cumuli di pietre sciolte che sino a pochi giorni fa erano case apparentemente solide e pensare che, al momento della prima scossa, molte di quelle abitazioni in realtà così fragili erano abitate.

Assistiamo giornalmente al triste bollettino delle vittime. Una lista che, al momento attuale, non ha ancora cessato di allungarsi, contenente adulti e bambini, colti nel sonno e sepolti da tonnellate di pietre sciolte.

Una cosa mi ha colpito. Sin dai primi interventi, dei soliti geologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, (INGV) è apparsa chiara la preoccupazione di sottolineare l’imprevedibilità degli eventi tellurici.

Ciò forse è dovuto al fatto che, quasi in contemporanea, un certo studioso, di cui purtroppo non ho annotato il nome, intervistato in diretta TV, affermava d’aver pubblicato, alcuni giorni prima dell’evento, sul proprio profilo Facebook, una previsione praticamente esatta, ma di non aver lanciato l’allarme a causa dei feroci attacchi di cui è fatto segno ogni volta che si azzarda a parlare di prevedibilità, a breve termine, dei terremoti. Pare tra l’altro che detto “esperto” fosse appena rientrato da una missione negli USA dove il suo Sistema sembra sia applicato, dalla Stato della California, al monitoraggio della faglia di San Andreas.  

Per natura e formazione non sono affatto propenso a credere a ciarlatani che millantano ricette miracolose per cui non è a questo che mi riferisco quando parlo di “prevedibilità” dei terremoti. Mi riferisco invece al fatto che da molto tempo lo stato di estrema sismicità della dorsale appenninica centrale è perfettamente noto. Esistono carte del rischio simico dove le zone che sono state colpite da questo evento, insieme alle zone colpite dal terremoto del 2009 a l’Aquila, sono evidenziate in rosso.

Ebbene, in quelle zone, notoriamente da anni classificate ad altissimo rischio sismico, alcun intervento serio e coordinato è stato fatto per rendere più resistenti degli edifici, apparentemente solidi ma in realtà fragilissimi.

Questo, si badi bene, succede in una nazione che devolve milioni di Euro in dissennata “accoglienza”.
Chiedo quindi, ai paludati esperti dell’INGV, ha senso allora definire “imprevedibili” i terremoti?

sabato 27 agosto 2016

SCHIAVI DEI NOSTRI PRINCIPI UNIVERSALI


È davvero singolare che la “coscienza comune dell’Occidente” non si accorga che la Civiltà occidentale sia ormai schiava di quei Principi Universali che ha elaborato, in tanti anni di progresso delle idee e che l’applicazione ad oltranza, di detti principi nei confronti di chi non ne comprende il significato, ne costituirà l’irreversibile rovina.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, di cui con tanto orgoglio si fanno vanto tutte le istituzioni occidentali, osservata con attenzione critica, è insieme espressione della grandezza e della debolezza utopica della Civiltà occidentale, in quanto applicando letteralmente le sue prescrizioni si conferisce alla barbarie islamica  la possibilità di islamizzare letteralmente l’Occidente, reso inerme da questa applicazione acritica.

Non a caso non una nelle nazioni islamiche ha sottoscritto la solenne Dichiarazione. Ma i leader occidentali fanno finta di non accorgersene e le masse occidentali, soggiogate dai Principi Universali, che quindi universali non sono, vengono trasformati nel miglior alleato dell’invasione e dell’espansione islamica dell’Occidente. In nome di un assurdo quanto astratto concetto di solidarietà e di una insensata aspirazione a quella "società multiculturale", che si è dimostrata nei fatti assolutamente irrealizzabile.

sabato 20 agosto 2016

A PROPOSITO DEL BURKA


Alla luce delle ultime determinazioni dei leader europei - mi riferisco a quelli di Germania e Francia, non certo a quelli italiani che orgogliosamente resistono ed insistono, a permettere ai muslims, sul nostro territorio, tutto ciò che vogliono – tendenti a limitare certi comportamenti oggettivamente contrari ai valori occidentali, tipo l’infibulazione, le spose bambine, l’uso del burka totale etc., viene spontaneo chiedersi perché attendere sino ad oggi a iniziare a pretendere il rispetto di un principio elementare che si concretizza nel : “vuoi trasferirti a vivere a casa mia, ti vuoi integrare da me? Allora ti devi adattare ai miei usi e ai miei costumi, altrimenti, se non ti piacciono, tornatene a casa tua”. Che poi non è altro che quello che dobbiamo fare noi, se andiamo da loro.
 
Tutto questo oltretutto costituirebbe una prima importante selezione. Invece noi ce li andiamo a prendere, non li riportiamo indietro e ce li manteniamo nel pese di bengodi. Perché noi siamo “superiori” e solidali, li rispettiamo in quanto minoranze, quindi togliamo i crocefissi, silenziamo le campane, aboliamo il Presepe, e gli costruiamo le moschee. Permettiamo alle loro donne di girare completamente travisate et., etc.. Essi arrivano, si sistemano, ovviamente si guardano bene dall’integrarsi, in quanto nulla è più lontano dalle loro tradizioni e dalla loro mentalità che l’idea di integrarsi in un ambiente e in una compagine sociale, che da un lato invidiano e dall’altra disprezzano. E continuano a vivere ovviamente secondo le loro secolari tradizioni che sono in assoluto contrasto con le nostre. Nel frattempo noi ce li manteniamo dandogli anche lo smartphone.
 
Ovviamente i nostri leader fanno anche di tutto per rifiutarsi di accettare l’evidenza, che consiste nel fatto che il loro sistema di vita sia assolutamente incompatibile col nostro e che siccome loro non hanno alcun rispetto di costumi e usi diversi dai loro, appena loro saranno maggioranza, i nostri usi e costumi saranno repressi sino all’estinzione.
 
A quel punto il disegno, partito da tanto lontano, sin dai secoli bui del nostro medioevo, sarà compiuto. E la mezzaluna svetterà sul cupolone, di quella moschea progettata da Michelangelo durante il nostro rinascimento, che un tempo si chiamava Basilica di San Pietro.

giovedì 18 agosto 2016

LA POLEMICA SUL “BURKINI”


Il ministro francese Valls, ieri, ha avvallato l’iniziativa di alcuni sindaci delle Costa Azzurra di multare alcune donne islamiche per essersi presentate in spiaggia con addosso un costume che lascia scoperto solo l’ovale del viso, le mani e i piedi, detto “burkini”. Il ministro francese ha affermato che : “il burkini è incompatibile coi nostri valori”.

Il nostro ministro degli interni Alfano, non si è lasciato sfuggire l’occasione per dichiarare che : “vietare il burkini sarebbe una provocazione che potrebbe causare attentati”.

Ora, a parte che stare su di una spiaggia completamente vestite, dalla testa ai piedi, deve essere scomodo in un modo inimmaginabile, sorge davvero spontaneo chiedersi se non sia proprio questa una provocazione, nei confronti di noi occidentali, che ormai da decenni frequentiamo le nostre spiagge abbigliati con costumi molto ridotti. In particolare la nostre donne usano costumi che i maschi musulmani nelle loro terre, nemmeno riescono ad immaginare e che per questo le considerano tutte alla stregua di meretrici in libera offerta.

Anche questo evidenzia in modo lampante l’incompatibilità reale dell’islam con il nostro modus vivendi e con la nostra cultura, in definitiva con la nostra Civiltà.

Inoltre, nella dichiarazione del nostro inadeguato ministro si ravvisa chiaramente la sudditanza psicologica, suscitata dalla preoccupazione di non urtare la sensibilità per timore della reazione, tipica dei pavidi pronti alla sottomissione. Evidenziando che il suo sistema per evitare "fastidi" è permettere ai mussulmani di fare quello che vogliono.

Il vero problema quindi non è l’incompatibilità del burkini coi nostri valori, ma l’incompatibilità dell’islam con l’Occidente e prima o poi ci dovremo fare i conti con questa evidente realtà che i nostri leader politici tanto si sforzano d’ignorare, continuando a vagheggiare un’integrazione che mai e poi mai sarà possibile. Altrimenti dovremo rassegnarci alla sottomissione.